Gli indicatori del futuro

Gli indicatori del futuro

Queste parole hanno anche un doppio significato. Si può comprendere questa dimensione degli “indici” ripartendo dal risparmio, sia esso costituito da moneta o da “oggetti di mercato” come una casa.

Il politico, abbiamo visto, ha il compito di tenere in moto il ciclo del risparmio, ossia quel ciclo che realizza in continuazione la necessità di mettere da parte risorse per le possibili difficoltà del futuro.

Futuro, è questa la parola chiave che unisce il risparmio all’investimento perché anche l’investimento ha il compito di creare risorse per il futuro1. Risparmio ed investimento hanno bisogno di coesistere.

Già, collaborare, ma per quale investimento? Come si può misurare il risultato dell’investimento?

Sembrano problemi distanti dalla politica (in particolare da quella che ha l’obbiettivo di essere cristiana), ma in realtà tutti i giorni dobbiamo affrontare questo problema: il governo italiano sostiene che contraendo un debito pari al 2,4% del PIL, ci sarà una espansione economica tanto che il PIL del prossimo anno salirà dell’1,5%.

Proprio oggi, sostenuta dall’ennesimo parere autorevole, l’Europa risponde che il progetto non sta in piedi, che la previsione di miglioramento è esagerata (1,1 invece che 1,5), e che facendo altro debito anche quello attuale diverrà impagabile (= outlook negativo): occorre che l’Italia resti dentro i parametri concordati. Questa che ci bombarda ogni giorno alla TV è appunto una battaglia di indici, e questo al di là delle fantasiose sciocchezze con cui i politici italiani giustificano presso l’opinione pubblica le loro rischiosissime scelte (attacco al popolo italiano, un italiano non dovrebbe dire queste cose,…).

La cosa interessante per noi è che “futuro” è la dimensione che unifica risparmio, investimento e indici.

Gli indici misurano il passato (per dirci come sono andate per esempio le elezioni) ma soprattutto misurano la linea di tendenza per farci prevedere come potrebbe andare nel futuro (l’Italia). Queste previsioni vengono utilizzate negli “Exit pool” previsioni del futuro che certo non sono prodotte da maghi. Ma nonostante l’uomo sia libero e possa decidere quel che vuole, tutti sappiamo il risultato delle elezioni prima che avvenga lo spoglio delle schede, spesso con buona precisione.

Ma come si realizzano le previsioni del futuro? Qualsiasi sia il problema, lo strumento per prevedere il futuro spesso è legato alle linee di tendenza contenute negli indici socio economici ambientali. Il futuro si scrive con l’economia che lo realizza. Difatti questi indici regolano la direzione degli investimenti creatori di futuro attraverso uno strumento che chiamiamo Borsa che così diviene “Borsa dei futuri possibili”. L’attività di compravendita di Titoli della Borsa costruisce il nostro futuro, investendo in una costruzione socio economica ambientale invece che in un’altra. Questo è il caso della “Tezla” che vuole produrre automobili elettriche per sostituire quelle attuali: comprando le sue azioni sviluppiamo il “futuro elettrico” dell’automobile .

Riassumendo l’intero problema possiamo osservare come la società industriale globalizzata sia necessitata a costruire il proprio futuro con l’investimento, e lo possa fare esclusivamente con il denaro che è lo strumento per lo scambio a distanza.

In questa situazione ciò che dicono gli indici è legge: quando un indice prevede un futuro negativo (= outlook negativo), qualche millisecondo dopo vengono vendute quelle particolari azioni, o titoli di Stato. E tutto questo, lo sappiamo già, per preservare nel futuro il valore del risparmio odierno. E poiché qualità dell’investimento e qualità del futuro coincidono, nel fare questa operazione , proprio in Borsa si chiude la costruzione di un futuro incerto e se ne apre un altro più certo (in quanto a reddito), anche in modo terribile come è successo alla Grecia.

Il risparmio si innesta nel mercato proprio qui, negli indici costruttori di futuro remunerativo che lo mantenga. Qualsiasi azienda quotata in borsa che vuole sopravvivere ( e nello stesso modo deve regolarsi anche uno stato), deve rispettare gli indici che la misurano e che talvolta non coincidono con i fondamentali economici . Per questo oggi, mentre scrivo, tutti, anche le banche più grandi (o l’Italia), DEVONO avere un profitto consistente dai loro investimenti, anche a scapito di tutti gli altri aspetti: uscire dai parametri degli indici predittori del loro futuro significa morire o avere enormi difficoltà.

Ma allora come si può cambiare?

Conclusione

La prima cosa da costruire per cambiare il modello di sviluppo sono gli indici del suo dinamismo. Crescita Felice life giving-life ci dice: nasco da lì perché il futuro è fatto da risparmio (generazione di surplus di risorse utili capitalizzate oppure no), il futuro è investimento della risorsa ( risparmio e dell’utile, …) in un dinamismo, ed indici capaci di realizzare il futuro misurandolo da prima che esista.

  1. Futuro da costruire (ciclo)
  2. risorsa (risparmio-utile)
  3. dinamismo (indice)
  4. attivazione socio-economica-ambientale (unificazione del capitale-denaro-generazione delle risorse)
  5. reddito universale (utile di sistema, in grado di attivare soci-ec-am).

in grado di realizzare nuove risorse per il dinamismo di soci-ec-am riattivando così il ciclo In questi giorni di battaglia su Outlook e Rating è meglio spiegare di cosa di tratta. Il nostro futuro è determinato dall’investimento e dagli indici che utilizziamo, e questo  per controllare che il nostro risparmio mantenga nel tempo un potere di acquisto costante. Ovviamente al di là delle azioni di  ladroni e furfanti a cui abbiamo lasciato campo libero.

Gli indicatori del futuro

Questa frase ha vari significati. Si può comprendere questa dimensione degli “indicatori” ripartendo dal risparmio, sia esso costituito da moneta o cristallizzato in  “oggetti di mercato” come una casa.

Il politico, abbiamo visto, ha il compito di tenere in moto il ciclo del risparmio, ossia quel ciclo che realizza in continuazione la necessità di mettere da parte risorse per le possibili difficoltà del futuro.

Futuro, è questa la parola chiave che unisce il risparmio all’investimento perché anche l’investimento ha il compito di creare risorse per il futuro2. Risparmio ed investimento hanno bisogno di coesistere.

Già, collaborare, ma in che modo? Come si può misurare il risultato dell’investimento?

Sembrano problemi distanti dalla politica (in particolare da quella che ha l’obbiettivo di essere cristiana), ma in realtà tutti i giorni dobbiamo affrontare questo problema: il governo italiano sostiene che contraendo un debito pari al 2,4% del PIL, nel prossimo anno  ci sarà una espansione economica tanto che il PIL salirà dell’1,5%.

Proprio oggi, sostenuta dall’ennesimo parere autorevole, l’Europa risponde che il progetto non sta in piedi, che la previsione di miglioramento è esagerata (1,1 invece che 1,5), e che facendo altro debito anche quello attuale diverrà impagabile (= outlook negativo): occorre che l’Italia resti dentro i parametri concordati. Questa che ci bombarda ogni giorno alla TV è appunto una battaglia di indici, e questo al di là delle fantasiose sciocchezze con cui i politici italiani giustificano presso l’opinione pubblica le loro rischiosissime scelte (attacco al popolo italiano, un italiano non dovrebbe dire queste cose,…).

La cosa interessante per noi è che “futuro” è la dimensione che unifica risparmio, investimento e indici.

Gli indici misurano il passato (per dirci come sono andate per esempio le elezioni) ma soprattutto misurano la linea di tendenza per farci prevedere come potrebbe andare nel futuro (l’Italia). Queste previsioni vengono utilizzate, per esempio, negli “Exit pool” previsioni del futuro che certo non sono prodotte da maghi. Ed infatti, nonostante l’uomo sia libero e possa decidere quel che vuole, tutti sappiamo il risultato delle elezioni prima che avvenga lo spoglio delle schede, spesso con buona precisione.

Ma come si realizzano le previsioni del futuro? Qualsiasi sia il problema, lo strumento per prevedere il futuro spesso è legato alle linee di tendenza contenute negli indici socio economici ambientali. Il futuro si scrive con l’economia che lo realizza. Difatti questi indici regolano la direzione degli investimenti creatori di futuro attraverso uno strumento che chiamiamo Borsa che così in pratica  diviene “Borsa dei futuri possibili”. L’attività di compravendita di Titoli della Borsa costruisce il nostro futuro, investendo in una costruzione socio economica ambientale invece che in un’altra. Questo è il caso di “Tezla” che vuole produrre automobili elettriche per sostituire quelle attuali: comprando le sue azioni sviluppiamo il possibile “futuro elettrico” dell’automobile .

Riassumendo l’intero problema possiamo osservare come la società industriale globalizzata sia necessitata a costruire il proprio futuro con l’investimento, e lo possa fare esclusivamente con il denaro che è lo strumento per lo scambio a distanza.

In questa situazione ciò che dicono gli indici è legge: quando un indice prevede un futuro negativo (= outlook negativo) o una diminuzione  di valore nel dinamismo (rating), qualche millisecondo dopo vengono vendute quelle particolari azioni, o titoli di Stato. E tutto questo, lo sappiamo già, per preservare nel futuro il valore del risparmio odierno. E poiché qualità dell’investimento e qualità del futuro coincidono, nel fare questa operazione , proprio in Borsa si chiude la costruzione di un futuro incerto e se ne apre un altro più certo (in quanto a reddito), anche in modo terribile come è successo alla Grecia.

 

Il risparmio si innesta nel mercato proprio qui, negli indici costruttori di futuro remunerativo che lo mantenga. Qualsiasi azienda quotata in borsa che vuole sopravvivere ( e nello stesso modo deve regolarsi anche uno stato), deve rispettare gli indici che la misurano e che talvolta non coincidono con i fondamentali economici . Per questo oggi, mentre scrivo, tutti, anche le banche più grandi (o l’Italia), DEVONO per lo meno mostrare  un profitto consistente dai loro investimenti, anche a scapito di tutti gli altri aspetti: perché uscire dai parametri degli indici predittori del loro futuro significa morire o avere enormi difficoltà.

Ed allora come si può cambiare modello?

Conclusione

La prima cosa da costruire per cambiare il modello di sviluppo sono gli indici del suo dinamismo. Crescita Felice life giving-life ci dice: nasco da lì perché il futuro è fatto da risparmio (generazione di surplus di risorse utili capitalizzate oppure no), il futuro è investimento  in un dinamismo della risorsa (di risparmio e dell’utile, …), ed indici capaci di realizzare il futuro misurandolo da prima che esista.

Ciclo 

  1. Futuro da costruire (dinamismo unitario) in senso vitale e vitalmente operante ( live giving-life)
  2. risorsa (risparmio-utile)
  3. dinamismo (indice)
  4. attivazione socio-economica-ambientale (unificazione del capitale-denaro-generazione delle risorse)
  5. reddito universale (utile di sistema, in grado di attivare soci-ec-am).

 

in grado di realizzare nuove risorse per il dinamismo di soci-ec-am riattivando così il ciclo

 

Un caro saluto

Roberto Roggero


Ciò che genera il futuro è la risorsa disponibile considerata in generale. Essa prende vari nomi: il profitto aziendale che ogni anno un’azienda investe per garantirsi un futuro, l’investimento pubblico che lo stato utilizza per migliorare il proprio futuro, l’investimento privato che … .

1Ciò che genera il futuro è la risorsa disponibile considerata in generale. Essa prende vari nomi: il profitto aziendale che ogni anno un’azienda investe per garantirsi un futuro, l’investimento pubblico che lo stato utilizza per migliorare il proprio futuro, l’investimento privato che … .

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