Valutare per unire

Ci sono in internet interventi molto interessanti sul debito pubblico. Spesso però contengono “corpi estranei” che rischiano di vanificare quanto c’è di buono. Prima di ascoltarli occorre quindi avere ben presente tre setacci per valutare il reale-economico.

Primo setaccio: le fonti.

Tutto ciò che precede la rivoluzione industriale (ossia l’economia che stiamo vivendo) non è paragonabile all’economia pre-industriale del medio evo o della Mesopotamia: le regole di un periodo sono coerenti tra loro e decisamente diverse dall’altro.

Prendiamo per esempio il debito nel mondo biblico.

Le regole erano semplici e collegate all’equivalenza denaro-lavoro persona. Già, perché per produrre lavoro era necessario passare da una persona

  1. Contraevi un debito in moneta
  2. restituivi la moneta avuta in prestito.
  3. Quando non riuscivi a restituire la moneta restituivi il denaro avuto in prestito attraverso il tuo lavoro, diventando schiavo finché non avevi pagato il debito contratto1
  4. ogni tanto la situazione debitoria veniva azzerata con un anno giubilare in cui venivano liberati gli schiavi, si dava loro gli strumenti per vivere e il gioco ricominciava nel senso che il ricco rimaneva ricco, però i debiti pregressi venivano condonati.

L’equivalenza diretta denaro-lavoro produttivo era evidente perché lo strumento per zappare un campo era mediato dalla persona e le abilità tecniche risiedevano in massima parte nella persona. Quando desideravi scrivere una lettera ad una tua filiale in Siria dovevi rivolgerti ad una persona-scrivano, ossia ad una persona con le capacità tecniche per farlo, perché la capacità tecnica si accumulava in massima parte dentro la persona.

Nel 2018 non c’è più questa equivalenza diretta denaro-lavoro produttivo-persona, non c’è più perché la tecnica si accumula al di fuori della persona, si accumula nell’umanità il cui dinamismo la persona deve rincorrere in continuazione. Quando oggi devo comunicare con la mia filiale in Siria o addirittura in Nuova Zelanda mi basta comporre il numero di telefono. Questo telefono non è più costruito dalla tecnica-capacità di una persona , ma da macchine. Si tratta di una scelta obbligata perché oggi la persona non riesce a generare con le proprie mani una qualità equivalente a quella delle macchine.

Oggi occorre prendere atto che ciclo debito-restituzione-schiavitù-giubileo-nuovo debito non è più applicabile, né nella sua interezza e tanto meno solo una sua parte ( ed esempio solo il giubileo).

Prima Conclusione: primo setaccio, i criteri portati a fondamento devono riguardare la rivoluzione industriale degli ultimi 100 anni, gli altri sono inevitabilmente obsoleti.

Un criterio non ha valore perché lo ha detto/applicato il Deuteronomio, Hammurabi o San Francesco, ma dobbiamo agire come un setaccio che “sceglie criticamente” ciò che ci viene proposto senza bloccare tutto.

Secondo setaccio: i 5 perché.

Non voglio tediare ancora sulla “regola dei cinque perché” che abbiamo già trattato e ci rivela un ciclo, ma è interessante comprendere cosa avviene dentro la nostra testa quando questa regola non si conosce.

Supponiamo che io affermi

ad un certo punto la Banca d’Italia scelse istituzioni qualificate estere a cui proporre l’acquisto del nostro debito.”

Quando calo nella testa di chi ascolta una informazione avulsa dal contesto sembra che si sia trattato di una decisione arbitraria di carattere politico,  da cui segue che un’altra decisione di carattere politico uguale e contraria è la strada adatta e possibile per cambiare le cose.

Il ciclo va sempre precisato nella sua interezza. Prendiamo ad esempio una esperienza che abbiamo fatto tutti: la telefonata ad un medico.

Se noi dicessimo solo

  1. dottore sto male il medico non saprebbe che rispondere, per cui siamo costretti a precisare il perché
  2. dottore sto male perché ho la febbre a 40°. A questo punto il dottore potrebbe ordinare della tachipirina, ma se tutto si fermasse lì il dottore sarebbe radiato dall’albo dei medici, perché la febbre ha una causa. E quindi, per conoscerla, il medico viene a visitarci.
  3. Dottore sto male perché ho la febbre a 40°” richiede un altro perché, in quanto è è la polmonite che ha generato la febbre a 40°. La terapia cambia, perché oltre alla “pezza” della tachipirina in grado di abbassare d’urgenza la febbre devo aggiungere la “cura” per la polmonite: serve un antibiotico. Ma quale?
  4. perché ha preso la polmonite?” La visita del medico continua fino a sospettare che la polmonite sia provocata da un determinato ceppo batterico che ho contratto in ospedale me
  5. ntre assistevo mio padre. Sospettata la probabile causa al medico serve un analisi per sapere quale sia questo batterio oppure un antibiogramma per sapere come eradicarlo. Quindi la terapia che
    1. inizialmente è solo tachipirina
    2. è diventata antibiotico con
    3. prescrizione di antibiogramma per assicurarsi che non si tratti si “streptococcus aureus”
  6. Al quinto perché … integro la terapia antibiotica e posso finalmente guarire.

 

Non usare i 5 perché e rimanere solo al primo aspetto del problema IMPEDISCE di affrontare e risolvere il problema anche nell’esempio “ad un certo punto la Banca d’Italia scelse istituzioni qualificate estere a cui proporre l’acquisto del nostro debito.” è come dire sto male. Manca il resto del ciclo che STA PRODUCENDO tutto

 

Conclusione. Secondo setaccio.

I dati hanno significato esclusivamente nel loro contesto ciclico. Occorre controllare sempre che la teoria proposta sia riconoscibile in un ciclo autoattivato di 5 perché, caratteristica che ci consente di andare alle cause reali calando il fatto nel reale storico. Sino a che non è chiaro il ciclo sociale di partenza (il modello) meglio evitare di dare giudizi, pro o contro.

Nel nostro caso di esempio va ricordato che al governo in quegli anni c’era la DC, partito  che avevamo eletto noi cattolici, che c’era una battaglia con i sindacati a colpi di sciopero, con il muro di Berlino e l’URSS alla massima espansione planetaria, con la ferita delle brigate Rosse … con la svalutazione continua della lira ( lira e non euro), un inflazione alta, … : la decisione presa difficilmente è stata una scelta sull’onda dell’emozione o basata su un criterio arbitrario di natura politica.

 

Il terzo setaccio, la necessità essenziale

Un ottimo intervento presente sul nostro sito richiede, per essere compreso e valutato tre setacci. L’azione del setaccio non è quella di fermare “la farina” ma di togliere da essa i corpi estranei.

Il primo setaccio va applicato alle fonti: non si possono citare come buone valutazioni economiche che riguardano l’economia pre-industriale. Abbiamo portato l’esempio del “denaro- debito-lavoro-persona-schiavitù”.

Il secondo setaccio riguarda i cicli: non può essere presa come causa credibile qualcosa di diverso da un ciclo socio-economico (& ambientale). I “5perché “2ci aiutano in questa fatica di scoprire i cicli. Quando ascoltiamo dobbiamo essere molto aperti perché è ovvio che nel 90% dei casi colui che parla non ha idea di cosa sia un ciclo ed un modello di sviluppo: essere aperti significa completare nella nostra testa quello che a lui manca. Purtroppo quando non si usano i “5perché” si finisce per riconoscere la causa in un evento specifico sepolto nel tempo o nella cattiva volontà e quindi di “prescrivere una terapia insufficiente”.

Il terzo setaccio è la necessità “essenziale”. Ci sono cose a cui posso rinunciare e cose a cui non posso rinunciare pena la morte. Per esempio non posso rinunciare al cibo, mentre posso rinunciare all’automobile quando il mio lavoro è entro i cinque chilometri da casa, o anche più. Se in quel raggio sono presenti anche i negozi la bicicletta può sostituire l’auto. Solo la prima è necessaria in modo essenziale per me, la seconda è utile od utilissima.

La necessità essenziale cambia al cambiare del ruolo sociale. Con grande probabilità, nel caso noi fossimo titolari di un negozio di alimentari frutta e verdura, un furgone diventa necessità essenziale per l’acquisto dei beni. La necessità è legata alla funzione

Questo terzo setaccio va applicato ad ogni situazione.

Per esempio quando affermo “ la Germania, quando propone l’acquisto del debito ad entità estere, ritira la vendita dei titoli quando la richiesta dell’interesse si alza troppo, diversamente dall’Italia che non lo fa.” mi devo domandare perché.

In questo caso infatti occorre porsi la domanda

Vendere il debito è una necessità essenziale tanto per l’Italia come per la Germania”?

Magari facendo analisi più approfondite scopriremo che l’Italia ha bisogno di quel debito per coprire la spesa corrente (necessità essenziale come lo è mangiare) mentre la Germania propone quel debito per fare un investimento utile, ma non necessario in questo preciso momento e che quindi può rimandare.

Tre conclusioni-strumento

  1. Valutare ogni esempio in relazione alle caratteristiche della fonte
  2. calare sempre l’affermazione nel ciclo socio-economico ambientale che l’ha generata
  3. Rapportare proposte ed affermazioni in relazione al TIPO di necessità (essenziale) da cui nascono o che vanno a colmare.

Fortificati da questi tre setacci possiamo affrontare l’ascolto di questo interessantissimo intervento di Guido Grossi. Con precauzione. https://www.facebook.com/roberto.lorenzetti.siseco/videos/10215195031100481/UzpfSTE2NDA3NTQxODY6MTAyMTU0NTQxNDIxNDAzMTI/?fref=gs&dti=206078172468&hc_location=group_dialog

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1De 15:1 Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione. 2 Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione per il Signore. 3 Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. 4 Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nel paese che il Signore tuo Dio ti dà in possesso ereditario, 5 purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti dò. 6 Il Signore tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno.

7 Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città del paese che il Signore tuo Dio ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; 8 anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. 9 Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: È vicino il settimo anno, l’anno della remissione; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te. 10 Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il Signore Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. 11 Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese.

12 Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo manderai via da te libero. 13 Quando lo lascerai andare via libero, non lo rimanderai a mani vuote; 14 gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio; gli darai ciò con cui il Signore tuo Dio ti avrà benedetto; 15 ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese di Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha riscattato; perciò io ti dò oggi questo comando. 16 Ma se egli ti dice: Non voglio andarmene da te, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, 17 allora prenderai una lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava. 18 Non ti sia grave lasciarlo andare libero, perché ti ha servito sei anni e un mercenario ti sarebbe costato il doppio; così il Signore tuo Dio ti benedirà in quanto farai.

2I 5perché sono scritti uniti perché sono una vera e propria regola, utilizzata nel mondo economico industriale per andare alle cause di un problema. Vedi Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Chiedersi cinque volte «perché» , § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota n°/p. 27

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